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Il Mar Piccolo di Taranto: storia, natura e cosa vedere 1

Il Mar Piccolo di Taranto: storia, natura e cosa vedere

Il Mar Piccolo è la laguna interna di Taranto, il secondo dei due mari che danno alla città il suo nome. È alimentato da 34 citri, sorgenti di acqua dolce che sgorgano dal fondale, e dal 2020 è tutelato come Parco regionale. Si scopre dalla riva, in bici lungo gli antichi tratturi, a cavallo o dal mare, ed è il luogo dove la storia di Taranto e la sua cucina si incontrano.

I punti chiave

  • Il Mar Piccolo è una laguna alimentata da sorgenti sottomarine, non un tratto di mare aperto.
  • I citri sono 34 e sono il fenomeno naturale che ne definisce l'ecosistema.
  • Dal 2020 la laguna è Parco regionale.
  • Sulle sue rive si trovano cave di età greca, un acquedotto romano e una basilica.
  • Le cozze del Mar Piccolo sono l'ingrediente del piatto simbolo della cucina tarantina.

Che cos'è il Mar Piccolo di Taranto

Taranto è conosciuta come la città dei due mari perché si distende tra il Mar Grande, aperto sul Golfo, e il Mar Piccolo, che resta chiuso alle sue spalle. Il Mar Piccolo non è quindi una baia né un tratto di costa: è una laguna, uno specchio d'acqua a sé stante che comunica con il resto del golfo attraverso il canale navigabile presidiato dal Castello Aragonese.

È questa condizione a spiegare tutto il resto: la calma dell'acqua, la ricchezza dei fondali, la mitilicoltura che vi si pratica da secoli e il silenzio che vi si trova ancora oggi, a pochi minuti dal centro della città.

I citri, le sorgenti d'acqua dolce sotto la laguna

Il tratto naturalistico più particolare del Mar Piccolo si trova sotto la superficie. Sul fondale si aprono 34 citri, sorgenti sottomarine di acqua dolce che continuano ad alimentare la laguna dal basso.

Sono i citri a rendere il Mar Piccolo un ambiente diverso da qualsiasi altro tratto di mare pugliese, e sono la ragione per cui le sue acque hanno da sempre sostenuto l'allevamento dei mitili. Chi arriva a Taranto aspettandosi un mare come gli altri trova invece un ecosistema che funziona secondo regole proprie.

Il Parco regionale del Mar Piccolo

Dal 2020 il Mar Piccolo è Parco regionale. Il riconoscimento ha dato una cornice di tutela a un'area che unisce la laguna, le sue rive e la campagna che le circonda, fatta di uliveti, orti e antichi tratturi.

All'interno del Parco si cammina e si pedala lungo sentieri naturalistici che attraversano gli uliveti fino alla riva, tra antiche tombe, grotte e la ormai celebre Panchina Gigante. Sono percorsi facili, adatti anche a chi non ha allenamento, e restituiscono una lettura del paesaggio che dalla strada non si coglie.

Una storia lunghissima, sulle rive della laguna

La collina che si affaccia sul Mar Piccolo dove sorge il Relais Histò, San Pietro sul Mar Piccolo è fatta di calcarenite del Paleotirreniano, formatasi oltre 300.000 anni fa. Circa 140.000 anni fa il mare arrivava a 28 metri sopra il livello attuale: una quota che coincide, oggi, con il muro di cinta della masseria.

Su questa roccia si sono stratificate le epoche successive:

  • Le cave greche. I fronti di cava di età greca sono ancora visibili. Secondo lo studio dell'archeologa Silvia De Vitis, la pietra estratta qui avrebbe alimentato il cantiere delle mura e dell'acropoli di Taras.
  • L'acquedotto romano. Un acquedotto privato di oltre duemila anni fa corre in diagonale nel sottosuolo ed è stato esplorato dagli speleologi per oltre 200 metri. Il sito è censito tra i geositi della Regione Puglia.
  • La leggenda dell'approdo. La tradizione vuole che proprio qui sia approdato l'apostolo Pietro diretto a Roma. È una leggenda, ma è la leggenda che dà il nome al luogo.
  • I monaci e il rito greco. Il sito fu sede monastica e ancora nel Cinquecento nella chiesa si celebrava sia in rito romano sia in rito greco: una convivenza rara, che racconta la posizione di Taranto come punto d'incrocio tra Occidente e Oriente.
  • Il passaggio del 1536. L'11 dicembre 1536 il sito passa documentalmente a proprietà privata e nei secoli successivi diventa masseria fortificata.

Cosa vedere e cosa fare intorno al Mar Piccolo

La laguna si lascia scoprire in modi diversi, e il modo cambia molto l'esperienza.

A piedi o in bicicletta. Gli antichi tratturi e il tracciato della via Appia attraversano la campagna fino al mare, tra torri costiere e uliveti secolari. È il modo più lento e il più adatto alla prima volta.

A cavallo. Si esce dalla tenuta al passo e si arriva alla riva della laguna, dove i cavalli entrano in acqua. Chi lo prova se lo porta a casa come l'immagine del viaggio.

Dal mare. Una giornata in catamarano lungo la costa permette di vedere la città vecchia e il Castello Aragonese dal punto di vista da cui sono stati pensati. Nel Golfo di Taranto vive inoltre una popolazione stabile di delfini.

Al tramonto. È l'ora in cui la laguna diventa il luogo più silenzioso della zona. Non serve programmare nulla: basta arrivare sulla riva.

Chi vuole allargare il raggio trova a pochi minuti la città vecchia, il MArTA, che custodisce una delle più importanti collezioni di oreficeria della Magna Grecia, e il Castello Aragonese, che si visita accompagnati dalla Marina Militare. Le altre idee sono raccolte nella pagina dedicata a cosa fare vicino a Taranto.

Il Mar Piccolo in tavola

Le cozze del Mar Piccolo sono il prodotto più noto della laguna e l'ingrediente del piatto simbolo della città: i tubettini con le cozze. È una ricetta semplice e intensa, che nasce dal legame tra Taranto e il suo mare, e che al ristorante La Lanternaia viene servita nella sua versione della tradizione, con pomodorini, aglio, prezzemolo e olio extravergine pugliese.

Il legame con la laguna non finisce a tavola. Nella SPA del Relais i Sali del Mar Piccolo entrano negli scrub e nei massaggi, e due delle tappe del percorso nell'acqua portano il nome della laguna: la Laguna del Mar Piccolo e la Sorgente del Mar Piccolo. Si trovano descritte nella pagina dei percorsi benessere.

Dormire affacciati sul Mar Piccolo

Il Mar Piccolo si può visitare in giornata, ma cambia natura quando lo si guarda al risveglio. Il Relais Histò si trova su una tenuta di 150 ettari fatta di uliveti secolari, orti e tratturi, ed è tra le pochissime strutture che si affacciano direttamente sulla laguna. Le camere e le suite sono distribuite tra il corpo antico e il chiostro.

Domande frequenti sul Mar Piccolo di Taranto

Che cos'è il Mar Piccolo di Taranto?

È la laguna interna di Taranto, il secondo dei due mari da cui la città prende il nome. È alimentata da sorgenti di acqua dolce sottomarine e comunica con il golfo attraverso il canale navigabile.

Che cosa sono i citri del Mar Piccolo?

I citri sono sorgenti sottomarine di acqua dolce che sgorgano dal fondale della laguna. Nel Mar Piccolo se ne contano 34 e sono l'elemento che ne caratterizza l'ecosistema.

Il Mar Piccolo è un'area protetta?

Sì. Dal 2020 il Mar Piccolo è Parco regionale, un riconoscimento che tutela la laguna, le sue rive e la campagna circostante.

Cosa si può fare sul Mar Piccolo?

Si possono percorrere i sentieri del Parco a piedi o in bicicletta, fare escursioni a cavallo fino alla riva, uscire in catamarano nel Golfo di Taranto e visitare la città vecchia, il MArTA e il Castello Aragonese, tutti a pochi minuti.

Perché le cozze del Mar Piccolo sono così conosciute?

Perché la mitilicoltura nella laguna ha una tradizione secolare e perché le cozze sono l'ingrediente dei tubettini con le cozze, il piatto simbolo della cucina tarantina.

Si può dormire affacciati sul Mar Piccolo?

Sì. Il Relais Histò è tra le pochissime strutture che si affacciano direttamente sulla laguna, all'interno di una tenuta di 150 ettari a pochi minuti da Taranto.

Vieni a vedere il Mar Piccolo da vicino

Il modo migliore per capire il Mar Piccolo è svegliarsi davanti alla laguna e uscire sui tratturi prima che il sole sia alto. Scopri le offerte di soggiorno del Relais Histò e scegli il periodo in cui vuoi vederlo.

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