Taranto si visita per tre ragioni che poche città del Sud riescono a mettere insieme: il MArTA, che custodisce una delle più importanti collezioni di oreficeria della Magna Grecia, la Città Vecchia stretta tra due mari e il Mar Piccolo, la laguna che la città ha alle spalle. In un giorno si vedono a piedi i monumenti principali; con due o tre giorni si aggiungono la laguna, il mare e i dintorni.
I punti chiave
• Il MArTA è la tappa da cui partire: dedicagli almeno una mattina.
• Castello Aragonese, Tempio dorico e Cattedrale di San Cataldo si trovano a pochi passi l'uno dall'altro, nella Città Vecchia.
• Il Ponte Girevole scavalca il canale navigabile che unisce il Mar Grande al Mar Piccolo.
• Il Mar Piccolo è una laguna alimentata da 34 citri e dal 2020 è Parco regionale.
• Il centro si gira bene a piedi; per i dintorni conviene muoversi in auto.
Il soprannome è letterale. Da un lato c'è il Mar Grande, aperto sul Golfo di Taranto; dall'altro il Mar Piccolo, una laguna chiusa alle spalle della città. Tra i due si allunga la Città Vecchia, separata dal Borgo dal canale navigabile che mette in comunicazione i due mari. Questa geografia spiega anche la storia. Taranto nasce come Taras, città greca prima che romana, e il Museo Archeologico Nazionale la ricorda come l'unica colonia di Sparta fondata fuori dai confini della Grecia. Per secoli è stata un punto d'incrocio tra Occidente e Oriente: ancora nel Cinquecento, nella chiesa di San Pietro sul Mar Piccolo si celebrava sia in rito romano sia in rito greco.
Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, il MArTA, è il motivo più forte per venire in città. Occupa l'ex convento dei frati Alcantarini, nel Borgo, e su 6.000 metri quadrati racconta la civiltà della Magna Grecia e dei secoli successivi lungo un percorso cronologico e tematico. Le sale da non perdere sono tre: le ceramiche figurate, la tomba dell'atleta e la Sala degli Ori, con diademi in lamina d'oro, collane e anelli lavorati con una finezza che sorprende ancora oggi. Conviene visitarlo per primo: dopo aver visto gli ori, anche le strade della città si leggono in un altro modo.
La Città Vecchia è sorta nel X secolo sulle rovine dell'acropoli greca ed è cresciuta in altezza, sopraelevando le antiche case, e in ampiezza, guadagnando spazio sul Mar Piccolo. La attraversa da est a ovest via Duomo, che ricalca il tracciato della via Appia. Camminando si incontrano colonne romane riusate come paracarri, stemmi gentilizi, edicole votive, corti e vicoli che conservano l'impianto di una città bizantina.
È il simbolo di Taranto e presidia il canale navigabile. Fu voluto alla fine del Quattrocento da Ferdinando d'Aragona sulle fortificazioni greche e bizantine, con torri larghe e basse pensate per resistere ai colpi di cannone. Ancora oggi è in custodia alla Marina Militare, che cura le ricerche archeologiche e accompagna i visitatori. Se ne hai l'occasione, prova la visita serale: è la più suggestiva.
Le colonne superstiti in Piazza Castello appartengono a uno dei templi più antichi della Magna Grecia, datato alla prima metà del VI secolo a.C. In città lo chiamano tempio di Poseidone, per il legame tra Taranto e il dio del mare, ma secondo gli studi era probabilmente dedicato a una divinità femminile.
Le prime notizie sulla basilica risalgono al 1071. All'interno si conservano i resti del mosaico pavimentale del 1160, con grifoni e centauri, e il Cappellone di San Cataldo, rivestito di intarsi di marmo e madreperla, iniziato nel 1630 e completato un secolo dopo. È la tappa barocca più sontuosa della città.
Si riconosce dalla scalinata e dal rosone sulla facciata. La chiesa attuale, gotica, risale al XIV secolo circa e sorge su un luogo che conserva tracce di un tempio greco. Da qui parte una delle processioni della Settimana Santa, il momento in cui la città vecchia si riempie di più.
Sotto i palazzi si apre una Taranto scavata nella calcarenite: abitazioni, magazzini e frantoi ricavati nella roccia, gli ipogei. Poco distante, il Museo Diocesano (MuDi) custodisce arredi liturgici, il topazio inciso più grande del mondo e teli ricamati con il bisso, il filato ricavato dalla pinna nobilis. All'estremità occidentale della Città Vecchia, Palazzo Pantaleo conserva i pavimenti in maiolica del Settecento e ospita il museo etnografico dedicato alla vita popolare tarantina.
Il Ponte Girevole è il simbolo più recente di Taranto. Scavalca un canale largo 83 metri e lungo 400 che unisce il Mar Grande al Mar Piccolo e collega la Città Vecchia al Borgo. La prima struttura fu inaugurata il 22 maggio 1887 e funzionava con un sistema idraulico alimentato da una grande cisterna nascosta in un torrione del castello; alla fine degli anni Cinquanta del Novecento il meccanismo è diventato elettrico. Vederlo aprirsi è oggi più raro di un tempo, ma il punto resta uno dei più belli per osservare i due mari insieme. Durante la festa di San Cataldo, a maggio, la statua del patrono attraversa il canale in processione sul mare, seguita dalle barche, mentre dal castello partono i fuochi d'artificio.
Oltre il canale inizia il Borgo, costruito a partire dalla fine dell'Ottocento su un reticolo di strade ortogonali, con palazzi neoclassici e liberty. Da qui si raggiunge il Lungomare, affacciato sul Mar Grande: è la passeggiata da fare al tramonto. Nelle giornate di tramontana lo sguardo arriva fino alle montagne tra Puglia, Basilicata e Calabria, con il profilo del Pollino. Chi ha tempo trova altre due tappe poco battute. Taranto sotterranea è l'insieme delle tombe a camera scavate nei quartieri moderni, costruiti sopra la necropoli greca, tra cui la tomba degli atleti di inizio V secolo a.C. I parchi archeologici delle mura greche, invece, conservano tratti delle fortificazioni in blocchi perfettamente squadrati. Per l'architettura del Novecento, la Concattedrale Gran Madre di Dio progettata da Gio Ponti, con la grande vela di cemento traforata, merita una deviazione.
A nord della città si apre il Mar Piccolo, un mare interno alimentato da 34 citri, sorgenti di acqua dolce che sgorgano dal fondale, e dal 2020 è Parco regionale. Sulle sue sponde si trova l'oasi WWF Palude La Vela, frequentata dagli uccelli acquatici, e qui sfocia il breve corso del Galeso, il fiume cantato da Orazio e Virgilio. È la parte di Taranto che molti visitatori non raggiungono e quella che resta più impressa, soprattutto al tramonto. Storia, natura e cucina della laguna sono raccontate nella nostra guida al Mar Piccolo di Taranto.
Il legame tra Taranto e la Magna Grecia si vede anche fuori città. Sulla collina di calcarenite che si affaccia sul Mar Piccolo, dove oggi sorge il Relais Histò, San Pietro sul Mar Piccolo, sono ancora visibili i fronti di cava di età greca. Secondo lo studio dell'archeologa Silvia De Vitis, la pietra estratta qui avrebbe alimentato il cantiere delle mura e dell'acropoli di Taras: la stessa città che oggi si visita nella Città Vecchia. Nel sottosuolo corre un acquedotto romano privato di oltre duemila anni fa, esplorato dagli speleologi per oltre 200 metri e censito tra i geositi della Regione Puglia. La tradizione vuole inoltre che proprio su queste rive sia approdato l'apostolo Pietro diretto a Roma: è una leggenda, ma è quella che dà il nome al luogo.
Il centro di Taranto si percorre bene a piedi, perché MArTA, canale e Città Vecchia sono vicini. Ecco come organizzare una giornata.
• Mattina. MArTA, con calma e con la Sala degli Ori come tappa principale.
• Tarda mattinata. Passeggiata nel Borgo fino al canale navigabile e al Ponte Girevole.
• Pranzo. Frutti di mare e cozze, il sapore più tipico della città.
• Pomeriggio. Castello Aragonese con la visita guidata, Tempio dorico in Piazza Castello, poi via Duomo fino alla Cattedrale di San Cataldo, a San Domenico Maggiore e agli ipogei.
• Sera. Lungomare al tramonto e, se disponibile, la visita serale al castello.
Con mezza giornata a disposizione, concentrati su MArTA e Città Vecchia. Con due o tre giorni aggiungi il Mar Piccolo, un'uscita in barca nel Golfo e una o due gite nei dintorni.
Taranto si visita tutto l'anno, ma due momenti ne mostrano il volto più autentico. Il primo è la Settimana Santa. Il pomeriggio del Giovedì Santo i perdoni, confratelli incappucciati della Confraternita del Carmine, percorrono a passi lentissimi le vie della Città Vecchia e del Borgo per visitare i Sepolcri. Il Venerdì Santo, nel pomeriggio, dalla chiesa del Carmine esce la processione dei Misteri, accompagnata dalle bande con le marce della tradizione, che rientra solo la mattina seguente. Il secondo è la festa del patrono San Cataldo, a maggio, con la processione sul mare e i fuochi sul canale. Fuori da questi periodi la città si gode con più calma.
La cucina di Taranto nasce dai suoi due mari. Le cozze del Mar Piccolo sono l'ingrediente simbolo e il piatto da cercare sono i tubettini con le cozze: pasta corta cotta nel liquido delle cozze con pomodorini, aglio, prezzemolo e olio extravergine pugliese. Anche una degustazione di frutti di mare o un giro al mercato della piccola pesca raccontano la città meglio di molti monumenti. Al ristorante La Lanternaia i tubettini si servono nella versione della tradizione, accompagnati da un calice di Primitivo pugliese, e la cucina lavora quasi solo con ciò che nasce entro pochi chilometri, a partire dall'orto di proprietà.
Taranto è in posizione baricentrica rispetto alla Puglia, e questo la rende una base pratica. Le distanze indicate sono calcolate dal Relais Histò.
• Grottaglie, 17 km, con il suo quartiere delle ceramiche.
• Martina Franca, 27 km, e Locorotondo, 33 km, nella Valle d'Itria.
• Alberobello, 42 km, con i trulli e i muretti a secco.
• Ostuni, 52 km, la città bianca.
• Matera, 90 km, oltre il confine regionale.
• Lecce, 101 km, con il barocco scolpito nella pietra: vale una giornata intera, meglio se si parte presto.
Più vicino di quanto si pensi ci sono anche Massafra e le sue gravine. Dal mare, invece, un'uscita in catamarano lungo la costa permette di vedere la Città Vecchia e il Castello Aragonese dal punto di vista da cui sono stati pensati: nel Golfo di Taranto vive una popolazione stabile di delfini. Altre idee sono raccolte nella pagina su cosa fare vicino a Taranto.
Dormire in centro e dormire sulla laguna sono due viaggi diversi. Il Relais Histò si trova a 14 chilometri da Taranto, in una tenuta di 150 ettari di uliveti secolari, orti e antichi tratturi, ed è tra le pochissime strutture che si affacciano direttamente sul Mar Piccolo. Non è una masseria trasformata in hotel, ma un complesso storico stratificato, con cave greche, un acquedotto romano, grotte, una basilica e una masseria fortificata, restituito alla vita da un lungo restauro. Le 48 camere e suite sono distribuite tra il corpo antico e il chiostro, e dopo una giornata in città il centro benessere di 1.750 metri quadrati è il modo migliore per rallentare.
Sì. Il MArTA, con i suoi ori della Magna Grecia, la Città Vecchia con il Castello Aragonese e il Tempio dorico e il Mar Piccolo bastano da soli a giustificare il viaggio. In più Taranto è una base comoda per la Valle d'Itria, Lecce e Matera.
In un giorno puoi visitare il MArTA la mattina, attraversare il Ponte Girevole e dedicare il pomeriggio a Castello Aragonese, Tempio dorico, Cattedrale di San Cataldo e ipogei. La sera è perfetta per il Lungomare.
Nella Città Vecchia si trovano il Castello Aragonese, il Tempio dorico di Piazza Castello, la Cattedrale di San Cataldo, San Domenico Maggiore, gli ipogei, il Museo Diocesano e Palazzo Pantaleo.
È famosa come città dei due mari, per il passato greco di Taras e i suoi ori conservati al MArTA, per il Mar Piccolo e per le sue cozze, protagoniste dei tubettini con le cozze.
Sì. Il MArTA, il Borgo, il Ponte Girevole e la Città Vecchia sono vicini e si collegano facilmente a piedi. Per il Mar Piccolo e i dintorni conviene invece l'auto.
La passeggiata sul Lungomare al tramonto e la visita serale al Castello Aragonese, quando disponibile, sono le esperienze più suggestive. Chi dorme sul Mar Piccolo può invece godersi il silenzio della laguna.
La città dei due mari si capisce meglio quando la si guarda dalla sua laguna. Scopri le offerte di soggiorno del Relais Histò e scegli il periodo in cui visitare Taranto.